Tu âs cirût la peraule
Tu âs cirût la peraule
Proderutti, Prodorutti

cognons

Proderutti, Prodorutti
Forse da prodèir (NP) “pertica assai grossa che serve di prolungamento al timone del carro o dell’aratro per attaccarvi un secondo o un terzo paio di buoi". Con lo stesso termine si indicavano anche “i cavalli o buoi che si aggiungevano alle altre bestie per tirare carri molto pesanti nelle salite". Da non escludere, però, una derivazione dal tedesco Brúder (in pronuncia dialettale Prúder) che significa “fratello". De Stefani 2003, 205 vi vede la voce prodéir col significato di “messaggero, persona che si manda avanti con l’incarico di trattare un affare, paraninfo". La forma Prodorutti è caratteristica di Ravascletto. Per i Prodorutti di Amaro riportiamo quanto scrive Moroldo 1999: “È questo uno dei cognomi amaresi più antichi, di cui si può ipotizzare l’origine strettamente locale e che non ha subito variazioni significative lungo il corso dei secoli. Le ricerche d’archivio hanno dato una sola differenza: il passaggio da Produrutti a Prodorutti. Compare per primo nel registro dei matrimoni. È il secondo sia nelle registrazioni battesimali relative al 1515, dopo quello degli Antonini (altro cognome autoctono), sia nelle annotazioni dei defunti. Tutta una serie di dati relativi alla frequenza dei matrimoni, delle nascite e dei decessi portano a valutare come assai antica l’origine del cognome, che del resto è di assai difficile interpretazione. Anche la qualità dei matrimoni che i Prodorutti contraevano con le migliori stirpi amaresi, quali quelle degli Antonini e degli Sticotti, fa pensare se non ad un grado nobiliare, almeno ad un buon livello di benessere economico e ad un forte apprezzamento sociale. Era anche una stirpe estremamente longeva: infatti nel primo registro dei defunti vi sono parecchi Prodorutti, sia uomini che donne, novantenni ed ottantenni in un periodo in cui raggiungere quelle età era davvero assai difficile. Negli atti di morte compaiono inoltre generosissime donazioni alla chiesa ed alle confraternite, quali quella del 1615 in cui il parroco registra un cospicuo lascito testamentario in ducati operato da Tomaso Prodorutto, di anni 90, alle venerabili confraternite del SS. Corpo di Cristo ed a quella di San Valentino. Nel 1634, in relazione ad un altro lascito alla chiesa, compare il nome del notaio in Tolmezzo, ma amarese di nascita, Bartolomeo Prodorutto. Ed infine concludiamo questa veloce carrellata sul livello economico generale delle famiglie di questa stirpe citando la donazione fatta da Bernardino Prodorutto nel 1673, che lasciava un terreno là della Maina alla chiesa di San Nicolò, ed altro terreno all’Arciconfraternita del SS. Sacramento in luogo chiamato di Pozzo del valore di ducati 20 ".
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1525 m.° Antonio Prudurutto di Amaro monico della chiesa S. Michele in S. Daniele (ANU 3894); 1534, 21 sett. Gregorio Prodorutto q. Simone, fattore del nob. Aloisio de Salla di S. Daniele (ANU 3915); 1586 don Biagio Prodorutto di Amaro cur. di Lauco e annesse (AB); 1610 Santa di Gio. Batta q. Franc. q. Odorico Prodorutti di Amaro sposa Giacomo Tamburlini (Filze); 1639 Bartolomeo Prodorutti, -o notaio e cittad. Tolmezzo (ASU); 1730 Michele Prodorutto negoziante in Udine – bottega olio e grassa (AB); 1766 D.no Antonio q. Tommaso Prodorutto di Amaro, debitore della Fraglia della B.V. Consolazione di Tolmezzo (ASU CRS 522); 1816 Antonio Scutaro d’anni 33, scordiere, di Dom.co Scutaro da Tricesimo, sposa Maddalena Prodorutti di Franc. nativa d’Amaro in Cargna nel 1778, cameriera (A.P. Udine S. Nicolò).
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